L'istituto Franchetti viene definito da molti come un osservatorio dell'intelligenza umana, o addirittura una “ fabbrica di cervelli “, perchè è proprio grazie a questa fondazione che dei ragazzi meritevoli sono riusciti a laurearsi e aggiudicarsi ruoli e/o posti lavorativi “importanti” pur non avendo i mezzi economici per farlo.
Il compito principale di questo istituto è quello di conferire assegni di studio ai cittadini Italiani residenti a Mantova e provincia che compiono studi superiori ( universitari e post-universitari ) appartenenti a famiglie di non agiate condizioni economiche, che aspirano al conseguimento di un diploma o laurea o di specializzazione che dimostrino impegno e capacità negli studi tali da far onore al nostro Paese.
La richiesta di questa fondazione è quella di raccontare ciò che ffettivamente viene fatta da essa e perchè, con lo scopo di essere facilmente riconoscibile da tutti, in particolare dai giovani che necessitano di un' aiuto economico per gli studi.
Personalmente ho cercato di soddisfare questa richiesta tramite la creazione di un logo che sia essenziale ma nel contempo sintetico e che possa essere usato in diversi modi.
Per arrivare al logo definitivo ho prima effettuato ricerche sulla fondazione e sui loghi giovanili più riusciti. Ho realizzato diversi bozzetti con idee totalmente diverse le une dalle altre, e infine ho scelto un logo che ritenevo il più semplice essenziale ed appropriato.
Esso rappresenta un libro aperto visto frontalmente dal fondo co le pagine che si staccano dall'interno e prendono quai il “volo”, che simulano le idee dei ragazzi meritevoli che prendono forma o gli stessi ragazzi che proprio grazie alla fondazione “spiccano il volo” arrivando a lavorare in posti di lavoro piuttosto importanti.
Dopo aver riportato il disegno a computer l'ho lavorato ulteriormente per migliorare la leggibilità. Ho usato un colore azzurro abbastanza tenue per dare più valore alla forma, un font grigio abbinato alle pagine del libro perchè si accosta bene con l'azzurro, il font è a bastoni e stilizzato per richiamare il contesto giovanile, ho lavorato su sfondo bianco per dare l'idea di trasparenza in modo che il logo sia facilmente riproducibile su diversi formati e colori.
Alla fine l'ho impaginato su un formato A4, presentando il logo originale, bianco e nero e negativo per valutare meglio la leggibilità del logo, se ci sono errori o imprecisioni.
martedì 11 marzo 2014
lunedì 24 febbraio 2014
STORYBOARD
Capire e imparare le regole per la realizzazione di un filmato partendo da un semplice esercizio di Ernest Lindgren.
Esso richiedeva la realizzazione di bozzetti fatti a mano che riguardanti varie scene di una piccola storiella descritta di Lindgren, per poi scattare fotografie che si basassero sui bozzetti precedentemente realizzati, infine montarle sotto forma di storyboard usando un programma di editing .
Esso richiedeva la realizzazione di bozzetti fatti a mano che riguardanti varie scene di una piccola storiella descritta di Lindgren, per poi scattare fotografie che si basassero sui bozzetti precedentemente realizzati, infine montarle sotto forma di storyboard usando un programma di editing .
martedì 18 febbraio 2014
Visita a Palazzo Te
Mercoledì 12 febbraio insieme alla professoressa di storia dell'arte siamo andati a visitare il famoso Palazzo Te commissionato dai Gonzaga nel 1500.
Oltre alla visita all'interno del Palazzo dove abbiamo potuto ammirare le meravigliose sale affrescate, abbiamo anche assistito alla mostra " L'ordine e la luce ", una sorta di viaggio virtuale nell'evoluzione degli spazi interni dai Greci al Rinascimento.
Abbiamo anche guardato il famoso filmato di Bill Viola, The Raft, eccolo riportato qui sotto:
Oltre alla visita all'interno del Palazzo dove abbiamo potuto ammirare le meravigliose sale affrescate, abbiamo anche assistito alla mostra " L'ordine e la luce ", una sorta di viaggio virtuale nell'evoluzione degli spazi interni dai Greci al Rinascimento.
Abbiamo anche guardato il famoso filmato di Bill Viola, The Raft, eccolo riportato qui sotto:
giovedì 6 febbraio 2014
Teoria del campo
Teoria messa appunto nel 1971 da un docente studioso di arti grafiche Attillio Marcolli, che si rifà alle teorie della Gestalt una scuola psicologica fondata negli anni '30.
Ormai è diventata fondamentale per tutti coloro che si occupano di fotografia, design e arti comunicative.
Il campo viene definito sinteticamente come limite entro il cui valgono certe regole. le regole possono essere leggi di natura, di diritto o o convenzioni su cui ci si mette d'accordo.
Ecco alcuni esempi:
Ormai è diventata fondamentale per tutti coloro che si occupano di fotografia, design e arti comunicative.
Il campo viene definito sinteticamente come limite entro il cui valgono certe regole. le regole possono essere leggi di natura, di diritto o o convenzioni su cui ci si mette d'accordo.
Ecco alcuni esempi:
martedì 28 gennaio 2014
I ragazzi di Villa Emma
Sabato 25 gennaio, con classe, ci siamo recati al conservatorio per assistere allo spettacolo: I ragazzi di Villa Emma.
Come tutti ben sapete ogni anno il 27 gennaio ricorre la commemorazione delle migliaia di vittime del genocidio nazista; ebrei, disabili, omossessuali e molte altre persone innocenti hanno perso la vita nei campi di sterminio di Hitler.
Per fortuna, c'è anche chi, come un piccolo gruppo di ragazzi ebrei, è riuscito a fuggire dalla Germania e rifugiarsi in qualche piccolo paese, in questo caso Nonantola.
Qui hanno trovato rifugio temporaneamente in un edificio storico, Villa Emma, e al termine del loro esodo essi hanno raggiunto israele per tornare finalmente alla loro quotidianità che avevano abbandonato nel passato.
Il conservatorio di Mantova ha deciso di raccontare questa storia tramite una rappresentazione teatrale, in collaborazione con l'istituto Carlo D'Arco - Isabella D'Este, ideato e diretto da Giovanna Maresta.
Uno spettacolo fatto di musica, immagini e aneddoti adatti per far immergere il pubblico nell'atmosfera del tempo.
La rappresentazione racconta di un gruppo di 43 ragazzi ebrei in fuga dalla Germania a causa delle persecuzioni naziste e che tentano di raggiungere la Palestina. Per un anno il gruppo alloggia in una grande dimora abbandonata Villa Emma, assistito dalla Delasem, un'associazione fondata a Genova nel 1939 da Dante Almansi e dell'avvocato Leilo Valobra con lo scopo di assistere i profughi ebrei in fuga dall'Italia. Qui i giovani vivono, studiano e lavorano prepaandosi alla vita che li attende. Un giorno però la situazione precipita e . . .
Come tutti ben sapete ogni anno il 27 gennaio ricorre la commemorazione delle migliaia di vittime del genocidio nazista; ebrei, disabili, omossessuali e molte altre persone innocenti hanno perso la vita nei campi di sterminio di Hitler.
Per fortuna, c'è anche chi, come un piccolo gruppo di ragazzi ebrei, è riuscito a fuggire dalla Germania e rifugiarsi in qualche piccolo paese, in questo caso Nonantola.
Qui hanno trovato rifugio temporaneamente in un edificio storico, Villa Emma, e al termine del loro esodo essi hanno raggiunto israele per tornare finalmente alla loro quotidianità che avevano abbandonato nel passato.
Il conservatorio di Mantova ha deciso di raccontare questa storia tramite una rappresentazione teatrale, in collaborazione con l'istituto Carlo D'Arco - Isabella D'Este, ideato e diretto da Giovanna Maresta.
Uno spettacolo fatto di musica, immagini e aneddoti adatti per far immergere il pubblico nell'atmosfera del tempo.
Eccovi alcuni scatti dell'evento fatti da Greta Torreggiani :
La rappresentazione racconta di un gruppo di 43 ragazzi ebrei in fuga dalla Germania a causa delle persecuzioni naziste e che tentano di raggiungere la Palestina. Per un anno il gruppo alloggia in una grande dimora abbandonata Villa Emma, assistito dalla Delasem, un'associazione fondata a Genova nel 1939 da Dante Almansi e dell'avvocato Leilo Valobra con lo scopo di assistere i profughi ebrei in fuga dall'Italia. Qui i giovani vivono, studiano e lavorano prepaandosi alla vita che li attende. Un giorno però la situazione precipita e . . .
sabato 18 gennaio 2014
MASH UP !
Prima delle vacanze natalizie a scuola abbiamo seguito una lezione del profe Danilo Torre sulle riprese cinematografiche, e ci siamo concentrati sul Mash Up, una successione di scene che mostrano la stessa azione in film diversi, e abbiamo creato un 'nostro' Mash Up insieme ad un'alunno della classe terza del nostro corso scegliendo tutti argomenti diversi, noi abbiamo scelto il bacio !
Eccovi il link del video : Best Kisses
Eccovi il link del video : Best Kisses
martedì 7 gennaio 2014
La riproduzione a stampa !
Durante le vacanze di Natale ho studiato le varie tecniche di stampa dalle origini ad oggi, e ho creato una presentazione su Prezi dove ho raccontato tutto quello che ho imparato!
Ecco la mia presentazione:
Ecco la mia presentazione:
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